August Stramm ( di Barbara Spadini)*

August Stramm

Poeta ed Eroe della Prima guerra

(di Barbara Spadini)*

“ Tutto è tutto: non senso, non ragione,

non vedere. Tastare, ascoltare.Percepire!

Sentire!Che parola celestiale.

Dove sono le parole per le parole.

Sono ubriaco. Non ho parole,

solo balbettio! “

August Stramm

Opere

Die Haidebraut (La sposa della brughiera), dramma 1912

Sancta Susanna, dramma 1913

Du: Liebesgedichte (Tu: poesie d’amore), 1915

Tropfblut (Sangue a gocce), 1919 ( pubblicazione postuma)

Critica

Fausto Cercignani , A proposito della «Sancta Susanna» di Stramm, in Studia theodisca XII, Milano, 2005

Traduzioni italiane

August Stramm: Santa Susanna ( postfazione di Federica La Manna), Research Paper, 2008, German Studies  Miscellaneous

Links

www.netverbum.it

www.enotes.com/poetry-criticism/

www.girodivite.it/

http://www.treccani.it/enciclopedia/august-stramm/

nota:  Der Sturm

Der Sturm è il nome di un’importante rivista tedesca dell’espressionismo con sede editorale a Berlino.

Fu fondata nel 1910 da Herwarth Walden e uscì, con frequenza quindicinale fino al 1932. Intorno alla rivista nacque ben presto il cosiddetto Sturmkreis che comprendeva un teatro, una galleria e delle serate, le Sturm-Abende nel corso delle quali venivano recitare poesie espressioniste La casa editrice pubblicò anche drammi (ad esempio di Hermann Essig e August Stramm), raccolte d’arte (Oskar Kokoschka), monografie (Kandinsky-Album) e saggi d’arte di Herwarth Walden Furono pubblicate anche cartoline artistiche e opere di artisti espressionisti, cubisti e futuristi come Franz Marc, Vasilij Kandinskij, Oskar Kokoschka, August Macke, Gabriele Münter e altri ancora.

Biografia e poetica

( a cura di Barbara Spadini)

August Stramm potrebbe essere definito l’Ungaretti tedesco, un parere- questo- non confortato dalla critica, solo una suggestione di chi scrive.

Poeta e soldato, uomo lacerato interiormente da esperienze non comuni, come le settanta battaglie a cui aveva preso parte nel corso del primo conflitto, sa esprimere- con linguaggio sperimentale e d’avanguardia-  crude e semplici suggestioni, simili a graffi di gatto: ed anche questa è una similitudine tutt’altro che critica, piuttosto un’esperienza vissuta sulla pelle da chi scrive, nel corso della lettura di alcune sue poesie.

Una ferale sensazione di morte e solitudine pervade parte dell’opera di Stramm, o forse tutta, resa ancora più cruda ed intensa dall’uso di parole forti, isolate in versi che nulla hanno di simile ad un costrutto “normale” e classico e ben poco hanno a che fare con la proposizione ( frase) : un linguaggio scarno, che diviene sonoro, si direbbe urlato.

Un urlo o un grido di paura, quella che si può avvertire in una trincea silenziosa, o nell’attesa di un attacco nemico, oppure un urlo silente, che non esce, che si spegne nell’angoscia  dei pensieri . Pensieri nefasti,  aridi, di sasso, come la Natura descritta scarnamente da Stramm, una Natura pietrificata, immobile, arsa di calore innaturale, priva di vitalità, immota  eppure partecipe silenziosa di sciagura. Una Natura innaturale, maligna, nemica.

“Sciogliere ondeggiare | Sparire trovare | Io | Te | Tu”: questi versi d’acqua sembrano proporre un senso d’apnea  prima e di annegamento poi che annienta, rendendo simile l’annaspare di due uomini che si fronteggiano da nemici, ma le cui personalità si sciolgono in un destino comune di distruzione reciproca.

L’acqua , che pure in questi versi resta sottintesa, diviene evocazione drammatica di  un sentimento di instabilità fisica e psichica che richiama , forse, il sangue, fluido rosso che stilla ,”Tropfblut”, goccia a goccia.

Strani pensieri hanno pervaso anche  l’interiorità di chi scrive alla lettura  emozionale prima, analitica poi, delle poesie di Stramm: ogni parola è un dardo, che fa quasi provare il dolore immenso di una ferita di baionetta, in flash e visioni di suggestione unica.

Tra gli strani pensieri, quello inesprimibile del contrasto corpo a corpo che fa  chiudere  la breve vita di August Stramm a soli quarantun anni, colpito alla testa da un nemico, in un “ Dich-Ich” che lascia intendere la poetica dell’essere Persone in tempo di pace, carne da macello in tempo di guerra ed anche  quello del silenzio devastante che  probabilmente ne è seguito, preceduto da un urlo di dolore, forse simile ad un verso delle sue poesie.

Nato a  Münster (Westfalia) il 29 luglio 1874, vissuto in una famiglia della media borghesia, con  il padre, impiegato nelle ferrovie e la madre, religiosissima, che ne desidererebbe un futuro sacerdote, August  viene avviato – dopo aver intrapreso lavori diversi- come apprendista al Ministero delle Poste tedesco (1894). Il padre cerca di incoraggiarlo alla carriera entro quella  Amministrazione: così il giovane Stramm presta il servizio militare (1896-97), si sposa nel 1902, compie vari viaggi  negli Stati Uniti, per poi trasferirsi a Berlino,  dal 1905, ove studia economia politica mentre, nel 1909, ottiene la laurea in filosofia presso l’Università di Halle.

Fin da giovane si interessa di letteratura, in particolare scopre l’impressionismo, il futurismo italiano di Marinetti, il dadaismo e l’espressionismo.

Il 1901 è l’anno d’ inizio delle sue prime composizioni e per i successivi dieci anni Stramm continua a comporre drammi e poesie, proponendoli ad editori che regolarmente rifiutano ogni sua opera.

L’anno della svolta positiva è il 1913 : August conosce e diviene amico di Herwarth Walden , direttore della rivista espressionista “ Der Sturm”. L’editore riconosce il valore dell’opera di August e gli pubblica sulla rivista moltissimi componimenti, divenendo in breve tempo il poeta di punta.

In questo modo l’opera del poeta viene conosciuta dai circoli letterari locali ed apprezzata come prima voce espressionista, facendolo divenire- pur in modo postumo-  leader della letteratura d’avanguardia tedesca.

Stramm, riservista dell’esercito tedesco, col  grado di capitano, il più alto raggiungibile da civile ed  in tempo di pace, viene  richiamato in servizio allo scoppio della guerra nell’agosto del 1914. Entra subito in servizio attivo, prima in Francia ( Alsazia e Somme), decorato nel  gennaio 1915  con la Croce di Ferro di Seconda Classe,  poi sul fronte orientale, in Galizia, dall’aprile 1915. Con l’incarico di comandante di compagnia  prende parte a circa 70 battaglie; promosso a comandante di battaglione dopo la battaglia di Gorlizce ( maggio 1915), viene  ucciso durante un assalto corpo a corpo,  colpito alla testa  il 1° settembre 1915 a Horodec ( o  Grodec, nella Galizia orientale , ora Ucraina), nel corso della battaglia di Brest-Litowsk.

Arrivato tardivamente alla poesia, quasi sconosciuto, non considerato da editori e critica in vita, Stramm scrive poesie anche al fronte, nell’ultimo biennio della sua esistenza.

Nonostante la soddisfazione di vedere pubblicati alcuni dei suoi componimenti sulla rivista Der Sturm, non vive abbastanza per  avere tra le mani i volumi  delle sue due raccolte, curati postumi dall’amico Walden ( editi nel 1919) e nemmeno per vedere la pubblicazione  dei suoi due drammi, Die Haidebraut e Sancta Susanna, già in stampa.

Vicinissimo al Dadaismo per l’esasperata stringatezza della forma, influenzato da Kandinsky e Marinetti, Stramm presenta uno stile lirico generale improntato sulla singola parola, che diviene espressione sintetica di interiorità e di sentimento:  essa assume così “ una grande forza significante, messaggio di una sconfinata e tremenda solitudine interiore. Stramm è diventato famoso per un uso non convenzionale e sperimentale del linguaggio nel dramma e poesia che poneva le sue opere all’avanguardia del movimento espressionista tedesco”.

Riconosciuto grande interprete europeo dell’espressionismo, viene riscoperto  soprattutto dalla critica inglese, tanto che Edward J. O’Brien, ne ha scritto sulla rivista americana di poesia “ A Magazine of Verse” che la poesia di Stramm ha impresso un nuovo metodo alla ricerca estetica e che  Il suo dono per la “letteratura d’immaginazione” avrebbe avuto sviluppi interessanti , anche per l’evoluzione linguistica e stilistica continua della sua opera .

Va ricordato che Stramm  esordisce in letteratura come drammaturgo, autore di:”  drammi brevi e violenti, caratterizzati da un’estrema essenzialità verbale e sostenuti dall’elemento pantomimico”.

il suo dramma  Santa Susanna, il cui tema centrale è quello del crudo passaggio dal misticismo esasperato all’altrettanto esasperato contrario,  diviene un libretto d’opera,  musicata da Hindemith.

Alcuni particolari della biografia di August Stramm sono stati  volontariamente omessi per dare voce allo scritto, in morte del poeta, pubblicato sulla rivista Der Sturm  dall’amico   Herwarth Walden: uno scritto suggestivo che merita, per i contenuti espressi, di essere letto e considerato il miglior omaggio al valore di un uomo coraggioso, di un poeta  profondo quanto  incompreso, di un soldato caduto per la propria Patria.

“ La morte di un uomo desta le menti dei vivi. Questi ci scalzano con buoni discorsi e accordano al morto il posto sotto terra, poichè egli non era uno di loro sulla terra. Cercavano i fatti della sua opera e ne trovarono uno: la morte. La trovarono nelle liste delle vittime dal campo di battaglia, la posta lo confermò in ogni lettera tornata indietro, i congiunti lo confermarono in lacrime: il capitano August Stramm, cavaliere della croce di ferro, proposto per la croce di ferro per la prima classe, detentore della croce militare austriaca per i meriti di guerra grazie alle straordinarie prestazioni come comandante di battaglione in Galizia, ispettore della posta imperiale nella professione borghese, dottore in filosofia, è caduto il primo settembre da comandante di compagnia e come ultimo della sua compagnia presso un attacco in Russia, dopo essere riuscito a sopravvivere a settanta combattimenti e scontri. Un colpo alla testa lo rese subito incosciente e morì dieci minuti più tardi. Il giorno successivo fu sepolto con gli onori militari al cimitero ebraico di Horodec, stimato e amato da superiori e camerati. Aveva 41 anni (…). Egli cadde come un eroe ligio al suo dovere. E mentre in Russia il poeta August Stramm combatteva a rischio della propria vita, la stampa tedesca, sotto la guida del Kurier di Hannover, appoggiato dall’Anzeiger di Munster, si occupava di lui. Numerosi giornalisti gli urlarono che avrebbe dovuto andare quattordici giorni in trincea e che questo lo avrebbe curato. Soltanto subito dopo la sua morte vennero a conoscenza dei fatti della sua vita, che aveva difeso, con tutti gli altri, dal 2 agosto 1914, mentre i signori, dalle scrivanie, redigevano la guerra. Nessun difensore si può paragonare a lui in Germania. I giornali, come sempre, senza cognizione di causa nelle stesse agenzie di stampa, fecero il bello ed il cattivo tempo; le riviste d’arte si espressero attraverso le bocca del signor Max Oppenhaimer, a cui chiaramente la Germania e l’Austria non apparvero più abbastanza sicure e perciò si trasferì in Svizzera per continuare a risolvere il suo problema esistenziale: trovare una sintesi sulla tela tra Kokoschka e Greco (…).

Egli (August Stramm) era artista e questo i letterati, gli storici della letteratura e gli autori di appendici non potevano sopportarlo(…). Dal 19 giugno 1901 August Stramm non ha scritto poesie secondo le norme convenzionali e perciò egli fu artista.

E dopo la legge non scritta dell’inumanità oggi Ti devo apprezzare, mio amatissimo amico, davanti a coloro che ieri non Ti conoscevano e per i quali Tu domani non potrai essere nulla, perchè per loro non sei stato nulla fino ad oggi.

Se fossero stati uomini d’arte, allora avrebbero ascoltato  quando la Tua voce, per la prima volta, riuscì a penetrare nelle loro sorde orecchie. La sordità sarebbe andata via da loro come da Te la vita, violenta, improvvisa,annientante e capace al contempo di rinascere.

La voce avrebbe portato la loro conoscenza al senso e il senso della vita sarebbe diventato per loro la vita del senso.

Avrei potuto portare davanti alla Tua bocca coloro che volevano ascoltare. Allora  avrebbero capito che nulla è da capire. Essi stessi avrebbero potuto vedere, senza occhi, come le parole fluivano attraverso Te, da Te, come Tu eri oltre Te e oltre loro e come essi si raccoglievano in Te.

Come Tu, uomo forte, clemente e di gran talento, sfinito, ti lasciasti cadere quale involucro per l’eterno scorrere, simbolo per l’arte.

Ma essi esigono pensieri. Ogni pensiero è una riflessione. Ogni pensiero, un ricordo. Perciò a Te, amatissimo amico, deve appartenere ogni pensiero.

Questo crediamo i Tuoi amici ed io. Ma la Tua arte è senza pensiero. E perciò essa è arte ed essa è. Essa sonda ciò che noi proviamo. Sonda ciò che gli altri avranno pensato. Essa è e Tu sei un monumento del pensiero.

E questo Tuo monumento affonda nel nostro sangue e nel nostro sentire. In noi tutti, che sentiamo.

E gli eterni, dai secoli senza tempi, offrono a Te, August Stramm, la mano.(…)

La storia dell’arte stabilirà che August Stramm è nato il 29 luglio 1874 a Munster, in Westfalia, figlio del revisore telegrafico Albert Stramm. Ha frequentato  il ginnasio ad Eupen ed Aachen. Su desiderio del padre cercò lavoro presso le poste e in questo campo completò gli studi, pur frequentando l’Università di Halle dove si laureò in filosofia. La storia dell’arte stabilirà che fu un impiegato abile e capace, come testimoniano i suoi superiori; questo lo portò a ricoprire il posto d’ispettore reale delle poste nel 1914.

Secondo le testimonianze fu un soldato ed ufficiale eccezionale e nel 1913 venne promosso a comandante della riserva.

La storia dell’arte stabilirà che, allo scoppio della guerra, fu spostato a comandante di compagnia nel reggimento 110; partecipò ai combattimenti nei Volgi e nell’Alsazia superiore; nel gennaio 1915 fu arruolato, come capo di compagnia, in un nuovo reggimento con cui arrivò sul fronte francese e là conquistò la croce di ferro. Stabilirà che, con la sua compagnia, prese parte alla grande battaglia di sfondamento di Gorlizce e all’intera campagna in Galizia.

Come comandante di battaglione, nella espugnazione del villaggio di Ostrow, compì dello straordinario in valore e riflessione, per cui ottenne la croce austriaca ai meriti di guerra e fu proposto alla prima classe della croce di ferro.

Il primo settembre 1915, quale ultimo sopravvissuto della sua compagnia, cadde in un attacco a Horodec, dopo aver partecipato  a più di settanta combattimenti. Un colpo alla testa lo uccise immediatamente. Il 2 settembre, di mattina, fu sepolto al cimitero di Horodec  con gli onori militari. Si era sposato nel 1902  con la scrittrice Else Krafft. I suoi figli si chiamano Hellmuth ed Inge. La storia dell’arte stabilirà che August Stramm ha scritto molto e sin dalla prima giovinezza. Nessun lavoro lo soddisfaceva e riscriveva trenta, cinquanta, cento volte, fin quando non lo trovava buono. Solo quando ne era soddisfatto,  presentava  i suoi lavori ad editori e riviste, che puntualmente gli rimandavano indietro i testi. Cominciò allora a dubitare del suo talento artistico.

Credeva fosse pazzo, mentre in realtà erano gli altri a non lasciarsi persuadere. Giacchè gli altri non si sono radicati, ma si sono fatti murare saldamente, per non cadere, per sentirsi in piedi , dove, però, colui che è in piedi ora può cadere. La storia dell’arte non stabilirà forse che August Stramm nel 1913 presentò un testo alla rivista Der Sturm. Doveva essere il suo ultimo tentativo, prima di distruggere tutte le poesie nel caso di un rifiuto.

Il testo era la Santa Susanna e fu accettata; quanto seguì successivamente, la storia dell’arte potrebbe desumerlo dalla rivista Der Sturm. Essa e l’arte della storia dell’arte  rifiutarono un ulteriore aiuto, poichè l’arte vive oltre la storia.

Noi piangiamo Te, August Stramm, Te, l’uomo e l’amico. Eppure lodiamo con giubilo la tua voce e Te, August Stramm, l’artista. Festeggiamo il miracolo. Crediamo al miracolo. Sappiamo che il miracolo esiste perchè vi crediamo.

Noi siamo il mare, noi che afferriamo. Splendiamo di tutti i colori nel gioco del sole e lietamente brilliamo di blu e di verde e infuriamo quando vento e nuvole ci rubano il sole, il nostro gioco e i nostri colori.

Noi siamo il mare, noi che afferriamo.

Solo attraverso aguzzi vetri gli altri vedono dalla spiaggia l’orizzonte. Noi fluiamo, invece, davanti, dietro e attorno all’orizzonte, che è un cerchio. Un cerchio di volti.

Immergiamoci, affinchè possiamo disporci al fuoco e prepararci, tranquilli e disponibili, a riflettere.

Che possiamo brillare nei Tuoi colori. Che possiamo fremere al Tuo mormorio.

Che possiamo ascoltare Te che ascolti, August Stramm.” ( Herwarth Walden, in Der Sturm, n 13-14, p. 74, anno 1915 )

Scelta di poesie

Patrouille

Die Steine feinden

Fenster grinst Verrat

Äste würgen

Berge Sträucher blättern raschlig

Gellen

Tod.

Pattuglia

Pietre avversano

finestre ghignano tradimento

rami strangolano

monti cespugli si sfrondano frusciando

urlano

morte.

Tristezza – Schwermut

Camminare sforzarsi | Vivere desiderare | Rabbrividire stare | Sguardi cercano | Morire cresce | Il venire grida. | Del tutto ammutoliamo noi.

da: Appetito – Trieb

Sgomentare ricalcitrare | Resistere lottare | Gemere singhiozzare Cadere tu.

Sciogliere ondeggiare | Sparire trovare | Io | Te | Tu.

Abend

Müde webt

Stumpfen dämmert

Beten lastet

Sonne wundet

Schmeichelt

Du.

Abend

Zähnen

Plantschet streif das Blut des Himmels

Denken schicksalt

Tode zattern und verklatschen

Sterne dünsten

Scheine schwimmen

Wolken greifen fetz das Haar

Und

Weinen

Mein

Zergehn

Dir

In

den

Schoß.

Abendgang

Durch schmiege Nacht

Schweigt unser Schritt dahin

Die Hände bangen blaß um krampfes Grauen

Der Schein sticht scharf in Schatten unser Haupt

In Schatten

Uns!

Hoch flimmt der Stern

Die Pappel hängt herauf

Und

Hebt die Erde nach

Die schlafe Erde armt den nackten Himmel

Du schaust und schauerst

Deine Lippen dünsten

Der Himmel küßt

Und

Uns gebärt der Kuß!

Allmacht

Forschen Fragen

Du trägst Antwort

Fliehen Fürchten

Du stehst Mut!

Stank und Unrat

Du



Lascia un Commento

Devi effettuare il login per scrivere un commento.

Clicca qui per registrarti

... oppure lascia un commento con il tuo account Facebook